Storia

La maestosa Villa Castelbarco è un noto edificio storico immerso nella natura, dove si può godere della calma e della tranquillità di un vastissimo parco di 800 metri quadrati. E’situata a Vaprio d’Adda, in provincia di Milano, lungo il Naviglio della Martesana ed il fiume Adda.

Le sue origini sono databili al 1100 circa, periodo a cui risale l’inizio dell’insediamento, iniziato con la costruzione di un convento da parte dei frati Cistercensi. La struttura originaria rispecchia infatti la tradizione austera promossa dai monaci e ha caratterizzato l’architettura e la disposizione degli ambienti così come sono ancora visibili al giorno d’oggi: i vari corpi di fabbrica sono disposti attorno al cortile adiacente alla Cappella Gentilizia settecentesca e che, diviso da un duplice porticato, poteva essere il chiostro a volte doppio. L’antico monastero era costituito da edifici semplici e da una cappella dedicata a San Carpoforo.

Nel ‘600 la residenza divenne una modesta casa di campagna detta “La Contessa”, ma fu solo nel ‘700, per opera del Conte Giuseppe Simonetta, che l’antico monastero venne trasformato in “Villa delle Delizie”. Risalgono a quell’epoca la ricostruzione della chiesetta e del campanile, la realizzazione dell’esedra e la creazione del cortile di servizio. Il Conte dedicò particolare attenzione alla chiesa, il cui stile interno è prevalentemente barocco, con affreschi alle pareti e al soffitto, una grande pala d’altare e un ampio numero di marmi dei più svariati colori. Nel mezzo della piccola cappella riposano le ceneri del conte Giuseppe Simonetta, insieme a quelle del pronipote Giuseppe Castelbarco. Sul finire del ‘700 si ha il passaggio della villa dai conti Simonetta ai Castelbarco, quando  Francesca Simonetta, sposò Cesare Castelbarco e come dote portò la villa e il grande parco. Il conte Cesare, amante delle belle arti e delle lettere, portò la villa al suo massimo splendore e prestigio operando diverse ristrutturazioni: l’ampliò con saloni di rappresentanza decorati, raddoppiò l’ala Sud con la realizzazione della limonaia, edificò sulla spianata a lato del terrazzo due palazzine in stile impero adibite l’una a Museo, l’altra a Teatro, e realizzò le Gallerie sotterranee. Rinnovò anche il parco di oltre 1200 pertiche, creando larghi viali fiancheggiati da statue, laghetti artificiali e tempietti nel gusto romantico dell’epoca.

Tra il 1835 e il 1837 furono realizzati gli affascinanti sotterranei, per opera del nipote di Cesare, Carlo Castelbarco, per stupire e sorprendere i suoi ospiti. Sono composti da cinque sale a tema: la sala romana, la sala del marittima, quella rinascimentale o raffaellesca, la sala egizia e la sala etrusca, un oratorio e le grotte ipogee. I sotterranei collegavano tutti i luoghi di piacere e di svago all’interno del complesso, infatti dalle grotte ipogee era possibile raggiungere sia il teatro che il museo, mentre al termine del lungo corridoio mosaicato si poteva arrivare alla villa e all’orto botanico.

Alla prima metà dell’800 risalgono anche le stalle a Nord (denominate Arsenale), il maneggio coperto e le scuderie, nonché le serre, la Fasanera e la Cascina Cartiera. La via per Concesa seguiva ancora il tracciato del ‘700 tangente al complesso, mentre vennero realizzati il viale dei Tigli, che collegava il palazzo alla strada che “da Grezzago mette a Vaprio” ed il viale che dal piazzale col Teatro ed il Museo conduce al cancello dei Leoni in Località Cascine San Pietro.

Ai Castelbarco subentrarono i Massimini, succeduti poi dai Quintavalle che la occuparono fino al 1975. Quest’ultimi apportarono ulteriori modifiche realizzando la portineria, il muro di cinta che chiude la proprietà, creando un circuito ippico con siepi di ligustro nella parte anteriore della villa, il lungo viale alberato di fronte all’attuale ingresso e rettificarono il tracciato di Via per Concesa.

Attualmente la proprietà fa capo a una società privata denominata “centro arte e cultura del Barco”.

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